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LE MACCHINE DA SCRIVERE
 
STORIA DI UN MITO - 1947 La nascita di un mito
 
La storia non giudica ai blocchi di partenza, bensì all’arrivo. Così, parafrasando un’azzeccatissima sentenza del celeberrimo segretario di Stato americano Henry Kissinger, intendiamo aprire questa breve presentazione di un autentico mito motociclistico che conserva a tutt’oggi un fascino per certi versi ineguagliabile nemmeno da parte delle grandi case produttrici ancora in vita.

La "Moto Sterzi" affonda le sue radici negli anni Quaranta. Per l’esattezza, è il 1947 quando l’azienda bresciana (con sede a Cologne) si affaccia al Salone di Milano. In quell’anno venne presentata alla rassegna la 125, poco più di un prototipo, accolto tuttavia dalla stampa già come "modello classico" grazie alle soluzioni tecniche proposte. Per la verità, il lavoro promosso dalla famiglia Sterzi ha radici ancora più antiche, poiché già negli anni Trenta, con a capo Vittorio Sterzi coadiuvato dai figli Aldo, Rodolfo e Giuseppe, aveva avviato un’azienda a Palazzolo sull’Oglio con l’intento di commercializzare biciclette e moto in rappresentanza dei marchi "Dei" e "Bianchi".

E’ pure antecedente agli anni Quaranta la produzione di ciclomotori con l’impiego di motori da due tempi "Sachs". Un marchio, questo, che figura tra i massimi produttori mondiali in questo settore. Ma il lancio del marchio Sterzi, concepito in un intento di internazionalizzazione per quei tempi tutt’altro che frequente, fu opera di Aldo Sterzi che iniziò a prendere confidenza con i motori a due tempi e, in particolare, con i motori a 98 e 125 cc. di cilindrata.
 
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COLLEZIONE MARIO PEDRALI Museo San Fedele
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